Di fronte al Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito è l'unica piazza a Napoli di grandi dimensioni, oggetto di grandi interventi urbani.
Il "Largo di Palazzo" fino alla fine del Settecento si presentava come un grande piazzale sul quale si affacciavano una serie di chiese, alcune di fondazione angioina.
Dall'idea di Gioacchino Murat (1809) la piazza è oggetto di un primo intervento urbano, con il progetto di costruire un grande edificio pubblico con ampio colonnato proprio di fronte a Palazzo Reale, simbolo della monarchia sconfitta.

Abbattute le chiese della Croce, Santo Spirito, Trinità di Palazzo e San Francesco di Paola, quest'ultima d'epoca aragonese, Murat ha il tempo di iniziare solo le fondamenta del progetto: nel 1815 ritorna a Napoli la dinastia borbonica. Ferdinando I recupera l'idea francese trasformandola nella chiesa di San Francesco di Paola, tempio della cristianità.
L'architetto Pietro Bianchi costruisce dal 1815 al 1836 la facciata-tempio affiancata da un emiciclo di 38 colonne doriche; l'interno, austero e solenne, con la volta a cupola si ispira al modello del Pantheon romano.
Al centro della piazza sono collocate due statue equestri in bronzo dei re Ferdinando I e Carlo III di Borbone, disegnate da Antonio Canova e dallo scultore Antonio Calì (1820).











