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Chiaia e Mergellina

Il borgo di Chiaia a Napoli a partire dal XVI secolo si sviluppò fuori del perimetro urbano. Vi si accedeva dalla Porta di Chiaia situata non lontano dell'attuale via Santa Caterina. Il borgo era attraversato da una via sul mare (l'attuale riviera di Chiaia), e da una serie di percorsi interni (le attuali vico Belledonne, via Santa Teresa, piazzetta Ascensione, vico Santa Maria in Portico).

La pianta del Duca di Noja (1775) evidenzia l'espansione del borgo di Chiaia lungo la costa. Si notano soprattutto edifici che sorgono ancora su Via dei Mille: palazzo Roccella, palazzo del Vasto, la chiesa di Santa Teresa, piazzetta dell'Ascensione. Un tempo Chiaia era ricca di giardini, che si trasformarono molto nella seconda metà dell'Ottocento con la si- stemazione del Rione Amedeo e la costruzione di via dei Mille (iniziata nel 1886).

Mergellina

Un itinerario turistico per Chiaia parte da Cappella Vecchia e da piazza dei Martiri e prosegue lungo via Calabritto dove, oltre al fronte laterale dell'omonimo palazzo vanvitelliano, oggetto di un recente restauro, sul lato opposto (a destra scendendo) si incontra il prospetto laterale di un altro importante edificio, quello del palazzo Satriano che ha l'ingresso principale sulla Riviera di Chiaia.

E qui che inizia la nota palazzata della Riviera di Chiaia della quale ricordiamo, fra gli altri, il palazzo Pignatelli Strangoli, opera di Antonio Niccolini (1820), quello del duca di San Teodoro, realizzato da Guglielmo Bechi (1826) in stile neoclassico, il palazzo Carafa di Belvedere, trasformato dallo stesso Bechi (1823- 33) e recentemente restaurato, quello di Ferdinando Alarcon de Mendoza, restaurato da Antonio Annito (1815) e modificato all'intemo da Fausto Niccolini (1838). Anche la chiesa di San Giuseppe a Chiaia (1666-73), del gesuita Tommaso Garrese, si inserisce all'intemo del fronte della Riviera, con la facciata caratterizzata da un ampio bassorilievo in terracotta al di sopra dell'ingresso. Di fronte si sviluppa la Villa Comunale, collocata tra piazza Vittoria e della Repubblica.

Qui è possibile visitare l'Acquario Comunale di Napoli. Dalla Riviera di Chiaia si dipartono verso l'interno le strade perpendicolari di via Ascensione a Chiaia e di via Santa Maria in Portico che portano alle omonime chiese.

Al termine della Riviera, proseguendo per la via Piedigrotta, si sbocca nella piazza omonima, dominata dalla chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, una delle chiese più popolari della città e centro della famosa festa.

Lungo il fianco destro della chiesa, si sottopassa la linea ferroviaria e si trova subito a sinistra, prima dell'imbocco della Galleria IV Giornate, l'ingresso al parco della Tomba di Virgilio, sistemato nel 1930 in occasione dei duemila anni dalla nascita del poeta. In questo parco fu costruita nel 1939 la tomba del poeta Giacomo Leopardi. Anche la memoria di un altro poeta, Jacopo Sannazaro (1458- 1530) è legata alla storia della vicina Mergellina, dove dimorò e fondò la chiesa di Santa Maria del Parto.

Ai link seguenti alcuni dei luoghi piÙ interessanti della zona di Chiaia a Napoli:

Luoghi di interesse nella zona di Chiaia

Piazza dei Martiri | Napoli

E' verso la fine del '600 che comincia a delinearsi l'attuale Piazza dei Martiri di Napoli. L'area inizialmente era occupata dai numerosi giardini e dagli orti dell'abbazia di Santa Maria a Cappella, edificata nel XI secolo sul un antico romitorio. Nella prima metà del seicento, augli orti di questo convento, fu eretta la chiesa di Santa Maria a Cappella Nuova la cui demolizione, voluta da Gioacchino Murat nel 1812, diede avvio alla trasformazione definitiva del luogo. Un'altra parte dei terreni fu acquistata alla fine del '600 dal Duca di Calabritto che vi cosrui il proprio palazzo. Realizzato a pianta quadrata con cortile centrale, venne ampliato e ristrutturato nella seconda metà del XVIII secolo da Luigi Vanvitelli, il cui stile è evidente nello scalone principale e nella facciata principale che affaccia su Piazza dei Martiri. I due progetti vanvitelliani sono separati in orizzontale da un'alta trabezione liscia con fascia centrale in marmo candido. Sui balconi del piano nobile, che mostrano timpani triangolari alternati a timpani curvilinei, si incastrano oculi ellittici con cornici a festoni. L'entrata su piazza dei Martiri è costituita da un alto portale affiancato da un binato composto da una colonna e da una parasta di marmo scanalato come nel portale della Reggia di Caserta. Assai differente l'ingresso su via Calabritto con il grande portale incornciato da eleganti erme a faccia femminile sormontate da capitelli ionici. L'edifìcio risultò in una regale quinta prospettica che adorna via Chiaia, concludendo il terzo lato del largo precedentemente definito dagli orti dell'abbazia, dalla chiesa di Cappella Nuova e dal palazzo di Donato Cocozza. Nel 1824 fu radicalmente ristrutturato dal Niccolini per Lucia Migliaccio, vedova del Principe di Partanna. A seguito dell'apertura dell'attuale via Morelli fu realizzato da Enrico Alvino il Palazzo Nunziante che, fiancheggiando col lato più lungo la nuova strada, prospetta con quello più corto e con il giardino ad esso antistante, su piazza dei Martiri, occupando cosi il terzo lato della piazza lasciato libero dalla demolizione della chiesa di Santa Maria da Cappella Nuova. Alto sei piani, il palazzo introduce una innovazione tipologica dovuta ad una nuova domanda abitativa: l'immobile d'affitto. L'Alvino, al fine di completare il "decoro" della piazza, riuscì a far deliberare nel 1856 il trasferimento nel "bei mezzo del largo" di una colonna dedicata alla Vergine della Pace che avrebbe dovuto essere eretta al Largo della Carità. A seguito dell'Unità d'Italia si decise di dedicare il monumento ai Martiri della Rivoluzione. Lo stesso Alvino ne progettò la trasformazione con l'aggiunta dei quattro indomiti leoni alla base della colonna, alla cui cima fu posta una statua della vittoria alata. Piazza dei Martiri, così configurata, rimanerappresenta uno degli spazi più belli e vivaci della città.

Sinagoga di Napoli a Chiaia

La sede della Comunità Ebraica napoletana (Sinagoga di Napoli) si inaugurò, per malleveria del barone Rothschild, il 19 giugno 1864. Nell'estate del 1992 furono portati a termine i restauri che hanno dato la possibilità di aprire nuovamente la sala conferenze. La visita ha inizio dall'ingresso dell'appartamento sulle cui pareti si stagliano due lapidi marmoree: una a ricordo dei deportati ebrei napoletani della seconda guerra mondiale, l'altra in memoria di Dario Ascarelli, presidente della Comunità nel 1910. Incamminandosi lungo il corridoio, sulla sinistra , si giunge alla sala vera e propria Sinagoga. Essa consiste in due aree rettangolari unite da un arco: al centro della scala c'è la Bimàh (pedana) da cui l'offìciante recita le preghiere e legge il Rotolo della Toràh, che è conservato come da tradizione nell'Aron Ha-Kodesh, situato lungo la parete di fondo. Intorno alla Bimàh sono collocati dei banchi e sulla destra un pulpito di legno. Sulla sala si affaccia il matroneo posto su un soppalco ligneo la cui scala d'accesso è nella prima stanza a sinistra dall'ingresso.

Santa Maria della Vittoria a Napoli

La chiesa ed il convento dei Carmelitani furono edificati nel 1572 in memoria della vittoria di don Giovanni d'Austria a Lepanto. Nel 1628 il complesso fu ricostruito per volontà di Giovanna, figlia del comandante austriaco, che lo donò ai teatini assieme ad un convalescenziario. Ulteriori interventi furono eseguiti nel 1646, nel 1732, quando si fecero lavori di consolidamento a seguito del terremoto, e nel 1735, quando Andrea Tramontano vi realizzò la decorazione a stucco. L'aspetto attuale della chiesa è dovuto ai rifacimenti attuati nel 1824, in seguito ai quali il complesso venne convertito in case private, Sottraendo la facciata alla chiesa ed inglobandola nella nuova struttura. Dentro vi sono un dipinto di Massimo Stanzione, che raffigura l'Annunziata e una tela del XVII secolo di ignoto autore, commissionata nel 1628 da Giovanna d'Austria.

Villa Comunale di Napoli e Stazione Zoologica: Acquario e "Salone degli affreschi di Hans von Marées"

La definitiva conversione di Chiaia a zona di passeggio risale alla fine del XVII secolo, quando il viceré Luigi de la Cerda fa realizzare la pavimentazione della Riviera adornata da tredici fontane. Nel 1778 Ferdinando IV decretò la creazione del 'Real Passeggio di Chiaia' affidandolo all'architetto Vanvitelli che ne immaginò uno sviluppo minore di quello poi raggiunto. La Villa si estendeva, infatti, da piazza Vittoria fino all'altezza dell'attuale Cassa Armonica ed era recintata; l'accesso era consentito solo ai nobili e l'ingresso dalla piazza era preceduto da due edifìci simmetrici, oggi distrutti, con botteghe e locali. Stefano Gasse prolungò, con due successivi interventi (1807 e 1834), il tracciato della Villa Comunale di Napoli che fino a piazza della Repubblica. L'aspetto attuale è dovuto all'intervento realizzato dal 1870 in poi, dalla ditta Du Mesnil per la costruzione di via Caracciolo. In quel periodo si costruì il nucleo originario della Stazione Zoologica, fondata dal darwiniano Anton Dohrn. Qui, nel 1873, in una sala poi trasformata in biblioteca, il pittore tedesco Hans von Marées, dipinse di affreschi con scene agresti e marine, restaurati di recente.

Villa Pignatelli ( Museo Pignatelli )

Questa la storia di Villa Pignatelli: Ferdinando Acton comprò nel 1826 da Lord Drammond due ettari di terreno, originariamenti appartenenti al palazzo accanto, e vi edificò una villa completa di giardino per farne una residenza familiare estiva. Si affidarono a Pietro Valente i lavori archiettonici, ma il committente impose il suo gusto sull'intero progetto. La villa, a due piani, fu realizzata nel rispetto di quanto dettatto dallo stile neoclassico. Il giardino, egregiamente mantenuto, è opera di Guglielmo Bechi. La dimora fu venduta ai Rotschild nel 1842. Essi costruirono nel guardino una palazzina che accogliesse uffici. Anchela decorazione interna fu realizzata in questo periodo, secondo un progetto di Gaetano Genovese. L'attuale denominazione si deve a don Diego Aragona Pignatelli Cortes, duca di Monteleone, che comprò la villa nel 1867. Il duca e sua moglie, Rosina Pignatelli, rinnovarono radicalmente la decorazione e l'arredo della villa, che divenne uno dei più importanti salotti di Napoli. Dal 1960, anno in cui è divenuta di proprietà dello Stato Italiano, Villa Pignatelli è un museo.

Ascensione a Chiaia

La chiesa dell'Ascensione a Chiaia, con l'annesso convento, fu eretta agli inizi del Trecento e subì un primo rinnovo alla fine del secolo ad opera di Nicola Alunno d'Alife, gran cancelliere del re Roberto d'Angiò. Nella prima metà del XVII secolo il complesso fu riedificato ex novo per merito delle donazioni pervenute dal 1622 dal nobile portoghese Michele Vaaz, conte di Mola, come ringraziamento dell'ospitalità avuta dai padri. La nuova fabbrica fu intitolata ai Santi Michele, Anna e Pietro Celestino, ma la tradizione popolare ha sempre respinto il nuovo nome, conservando nel tempo quello originale. I lavori, continuat fino al 1643, furono eseguiti all'architetto Cosimo Fanzago, autore anche del portico in piperno sulla facciata. La cupola, disegnata dai Matteo Tramontano, fu rifatta nel 1767. L'impianto è a croce greca con cupola centrale. All'interno vi si conservano due dipinti di Luca Giordano, il San Michele (1657) e la Sant'Anna. I quattro dipinti esposti in sacrestia, databili al 1730, che raffigurano Storie di San Pietro Celestino sono opere di Giovan Battista Lama.

Santa Teresa a Chiaia

La chiesa di Santa Teresa a Chiaia a Napoli, con l'annesso noviziato dei Carmelitani, fu costruita tra il 1620 e il 1625 a seguito della donazione di Rutilio Collasino. Originariamente la chiesa era chiamata Santa Teresa Plaggie o Santa Teresa Burghi Plaggie, toponimo che richiamava la la posizione del sito, all'epoca molto più vicino al mare di quanto non sia oggi. Tra il 1650 e il 1662 il complesso fu prima demolito e poi ricostruito con denaro donato dalla cittadinanza. I lavori furono opera di Cosimo Fanzago. Successivi rifacimenti sono del XVII secolo, dopo i danneggiamenti dovuti al terremoto del 1688. Risale a questo intervento la trasformazione della facciata fanzaghiana in piperno e muratura, con la scala a doppia rampa, che venne ricoperta da una decorazione a stucco. L'attuale rampa risale alla fine del secolo scorso. Nella chiesa si conservano molti dipinti di Luca Giordano, come II Riposo dalla fuga in Egitto e La Vergine Bambina con Sant'Anna e San Gioacchino (1664)

San Giuseppe a Chiaia

La chiesa di San Giuseppe a Chiaia, nella sua prima forma, era una cappelletta facente parte di un complesso la cui paternità apparteva a Flaminio Magnati, Gesuita. Originariamente un luogo di riposo per i congregari ammalati, divenne poi un noviziato. I lavori di ampliamento furon effettuati tra il 1666 ed il 1673 dal padre Tommaso Carrarese. Nel 1800, cacciati i gesuiti, la struttura venne prima mutata in scuola di navigazione, poi nel 1817 Ferdinando I vi collocò un ospizio per poveri non vedenti, dedicandolo a san Giuseppe e a Santa Lucia.. Dopo il 1830 l'edificio fu sottoposto ad restauro. Gli stucchi decorativi furono aggiunti in quella circostanza come il bassorilievo sulla facciata, che raffigura la Fuga in Egitto. L'interno è a navata unica con cappelle laterali. La sacra famiglia che, dipinta, adorna l'altare maggiore e la Sant'Anna collocata in sactestia risalgono al '600 e sono opere di Francesco De Maria.Di Nicola Malinconico è invece la Famiglia della Vergine nel cappellone di destra.

Piazza Amedeo | Napoli

Piazza Amedeo fu realizzata nell'ambito del progetto di edificazione del Rione Amedeo, varato alla metà del XIX secolo ad opera dell'Alvino, ma protrattosi a lungo e diviso in più fasi dal 1868 fino al 1886, quando si diede inizio ai lavori dell'attuale via dei Mille. Piazza Amedeo è un quadrilatero nel quale giungono da Ovest, le vie Crispi e Martucci, in otigine due percorsi collegati da un'ampia curva alla strada un tempo unica e detta via del Rione Amedeo; Da Est giungono alla Piazza Amedeo Via Vittoria Colonna e Via del Parco Margherita. Tra le costruzioni che vi si affacciano Palazzo Balsorano, un tempo sede dell'Istituto Sacro Cuore, è tra i più vetusti. In alcune fotografie del 1878 lo si vede, infatti, isolato inseme al piccolo alloggio Pignatelli Colonna di via Crispi. Il villino era dotato di un vasto giardino che fino al 1925 si offriva alla piazza come suggestiva scenografia. Peculiare la quinta che si nota alle spalle della stazione della Metropolitana e dell'edificio che ospitava il Grand Eden Hotel (1901), con lo scenario del Parco Grifeo. In posizione centrale si è sovrastati dal notevole castello progettato dall'architetto LamontYoung nel 1902 e conosciuto come "castello Aselmeyer", collocato nel punto di incontro tra il corso Vittorio Emanuele ed Via del Parco Margherita. Nel castello neogotico dalle massicce torri emergenti, i motivi elisabettiani, tipici delle residenze borghesi inglesi, coesistono ad elementi bizzarri. Anche la via Martucci risale al 1878. Sul finire del 1800 sorsero quasi tutti i palazzi di via Martucci nei quali si notano timpani, bugnati e lesene. L'edificio che congiunge Via Crispi Via Martucci fu progettato nel 1925 da Arata per conto della ditta Cottrau e Ricciardi. Questo intervento diede definitivamente forma a Piazza Amedeo che, in origine era soltantao una grossa curva irregolarmente edificata. A farne le spese sarà però il Il giardino del villino Colonna.

Santa Maria della Neve in San Giuseppe | Napoli

La chiesa di Santa Maria della Neve in San Giuseppe a Napoli si trova vicino ad una torre antica la cui costruzione risale all'epoca dei viceré e che aveva lo scopo di difendere dagli assalti Saraceni (la Torretta). Risale al 1571. Un tempo parrocchia (poi trasferita in San Giuseppe a Chiaia), Santa Maria della Neve è dotata di una navata unica, di una volta a botte, ,mentre le lunette e la cupola sono rivestite completamente da affreschi della ine del '500, raffiguranti le vite dei santi Paolo e Pietro, le storie di Santa Maria della Neve, la costruzione di Santa Maria Maggiore, l'Annunciazione, la Natività, la Circoncisione e la Visitazione. I dipinti un tempo collocati nella chiesa SS. Pietro e Andrea di Giovan Angelo Criscuolo, Giuditta e la samaritana di Francesco De Mura, SS. Vincenzo Ferrari e Ludovico Bertrando di ambito solimenesco, il Battesimo di Cristo di Leonardo di Pistola, il Martirio di San Bartolomeo di maniera riberiana sono in corso di restauro presso la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici. Altri sono stati trasferiti, a scopo cautelativo, nella Basilica di San Lorenzo Maggiore.

Santa Maria del Parto a Mergellina

Nella chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina si conservano le spoglie del poeta Jacopo Sannazaro. Santa Maria del Parto è, nel quartiere di Chiaia, una delle poche costruzioni risalenti al Cinquecento. Edificata su un suolo che Federico d'Aragona nel 1499 aveva donato a Sannazaro, fu intitolata alla Vergine del Parto in omaggio al poema del Sannazaro De partu Virginis. In seguito fu donata donata ai Frati di Santa Maria dei Servi, che sono ancora oggi i tenutari della struttura. La chiesetta consisteva all'inizio di una cappella inferiore e una superiore. Qui, alle spalle dell'altare, è situato il simulacro funebre di Sannazaro, realizzato nel 1536 da Giovanni Angelo Montorsoli. Il monumento, concepito probabilmente dallo stesso Sannazaro, è connotato dalla totale assenza in esso di riferimenti alla religione ed è, anzi, di chiara ispirazione pagana. Tra le opere che si conservano in Santa Maria del Parto a Mergellina meritano citazione un Presepe in legno, commissionato dal Sannazaro a Giovanni di Noia (1520) e la tavola di Leonardo da Pistola (1542) che raffigura San Michele che calpesta il demonio dalla testa di donna.

Santa Maria di Piedigrotta

La Basilica di Santa Maria di Piedigrotta, collocata nell'omonima piazza, è una delle più popolari chiese di Napoli ed era un tempo centro di una famosa festa popolare.Costruita nel '300, la chiesa nel 1453 venne data in uso ai canonici lateranensi da Alfonso d'Aragona . Fu restaurata nel 1520 e poi ricostruita nel 1560 quando cui la pianta fu modificata e la facciata rovesciata. L'ultimo intervento,sotto Ferdinando II, risale al 1853, anno in cui la facciata di opera di Enrico Alvino prese forma. L'interno è a croce latina capovolta, con cupole decorate da Eugenio Cisterna (1902). Fra le opere ospitate nella basilica meritano menzione il Tabernacolo di Pier Paolo Farinelli con la statua in legno della Madonna, di scuola senese del '300, ricoperta di ex voto e venerata in tutta Napoli. Oggi Santa Maria di Piedigrotta ospita i Canonici Regolari Lateranensi.

Parco Vergiliano

Costruito durante il Fascismo, il Parco Vergiliano (che non deve essere confuso con il Parco Virgiliano) fu sottoposto a restauro nel 1976. Qui hanno sede:

  • La tomba di Giacomo Leopardi, costruita nel 1934 sul modello dei "cippi funerari" romani. Prima di essere collacate qui le spoglie di Leopardi si trovavano nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Il parroco di quella chiesa fu l'unico il solo ad accogliere la richiesta del conte Ranieri di ospitare il corpo di Leopardi,che morì in un periodin cui a causa delle epidemie le fosse comuni erano obbligatorie.
  • La Crypta Neapolitana, che risale all'epoca romana e fu costruita da Cocceio. La crypta metteva in collegamento Neapolis con l'area flegrea più rapidamente dii ogni altra via. Attualmente la Crypta Neapolitana è inagibile.
  • La tomba di Virgilio che è situata vicino alla Crypta, ma più in alto. Non v'è sicurezza che si tratti effettivamente della tomba del poeta mantovano; Ma la tradizione l'ha consolidata tale. Si tratta, comunque, di un monumento funebre di epoca romana, chiamato colombario per le nicchie che vi sono scavate all'interno.

 

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