Il Castel dell'Ovo sorge su un blocco di tufo circondato dal mare, in origine completamente separato dalla costa.
Qui, sull'isolotto chiamato Megaris tra 1'800 e il 780 a.C. approdarono i primi coloni greci da Rodi, antenati dei fondatori di Partenope (VII secolo a.C.).

Nel 1 secolo a.C. è documentato parte del grande Castrum Lucullanum, residenza di Lucio Licinio Lucullo, dove fu ospitato Cicerone e dove fu segregato l'ultimo imperatore romano Romolo Augustolo (476).
La villa fu occupata dai monaci basiliani i quali, dal 492 al 496, fondarono il complesso cenobitico di San Salvatore che abbandonarono nel 902 per timore delle incursioni saracene. La Sala delle Colonne, forse refettorio scavato nella roccia, è testimonianza di questo passaggio.
La storia della fortezza comincia con Ruggero il Normanno che fa edificare una cittadella fortificata (1140-1160), dalla forma ovoidale, ampliata da Federico II di Svevia.
Tra il 1270 e il 1280, prima della costruzione di Castelnuovo, Carlo I d'Angiò ristruttura il castello e vi risiede con la corte.
Sono ancora visibili gli interventi di Alfonso d'Aragona, attuati dopo il 1458, come il loggiato dalle forme catalane. Comincia ora a essere evidente l'aspetto possente della fortezza, ancora mutato dopo l'assedio da parte degli spagnoli nel 1503.
Da questo momento in poi l'isola stessa diventa castello, occupando l'intera superficie a picco sul mare, oggi scenografia insostituibile del paesaggio costiero napoletano.











